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CROLLANO GLI INFLUENCERS: come cambia Instagram

Dopo il Covid crollano gli influencers

È stato ripetuto più volte e a più riprese: il Covid ha cambiato drasticamente le abitudini degli italiani e con essi anche le loro aspettative.

La comunicazione pubblicitaria e digitale è mutata, è diventa più sociale e solidale, improntata a raccontare storie.

Ma pecca, ancora una volta, di creatività.

LE NARRAZIONI PUBBLICITARIE

Al tempo del Covid le narrazzioni pubblicitarie hanno messo al centro dell’attenzione l’individuo, la persona comune: i lavoratori, gli artigiani, gli operai. Il messaggio catalizzato è riassumibile in questo breve elenco:

  • L’Italia è un grande paese;
  • Andrà tutto bene;
  • Lontani ma uniti;
  • Siamo pronti a ricominciare;
  • Ce la faremo.

In modo molto sintetico questo è stato il vocabolario di partenza dei pubblicitari nell’ultimo periodo, che componevano contenuti videografici aggregati da una colonna sonora melanconica al pianoforte, citazioni storiche-letterarie-poetiche e immagini di vita quotidiana.

Ma lo schema si è ripetuto per moltissimi brand e nell’emulazione non risiede mai la novità.

La novità attira il pubblico, l’emulazione lo annoia.

LO SCHEMA NARRATIVO DEVE MUTARE

Se, come raccontato nello scorso articolo la creatività sarà il futuro della comunicazione, è altrettanto vero che tutti questi spot dimostrano come alla lunga si sia peccato di ingegno, voglia di mettersi in gioco, azzardo e creatività (per l’appunto).

Lo schema narrativo ha una forte esigenza di cambiare storytelling, il marketing vuole sapersi affidare ad una voce fuori dal coro, che racconti cose differenti, non ripetitive e pregne di quel sentori di novità che mai come oggi sarebbe utile al nostro Paese.

NON PIÙ INFLUENCERS, GRAZIE

Una nuova faccia della medaglia ha rivelato inoltre il lato umano dei grandi dello spettacolo e degli influncers, che si sono mostrati nelle loro case, nella loro normalità, vestiti come persone qualunque, senza trucco e spettinati.

Esseri umani dunque, non più divi irraggiungibili.

Attraverso i post, le dirette Instagram, le ospitate televisive in video chiamata si è potuto vederli all’interno delle abitazioni quasi come fossimo stati invitati a casa loro. Si sono colmate, anche seppur digitalmente, le distanze, i divari tra un noi e un loro. I vip non sono più solo vip, sono persone umanizzate con sentimenti, emozioni e paure.

È di questo che ormai ci fidiamo, della loro fragilità e della loro verità, non più filtrata da grandi telecamere o dall’esibizionismo nudo e puro delle solite stories sui social.

È CAMBIATO TUTTO, CAMBIAMO ANCHE NOI

Questa è una semplice ma utile lezione di marketing: ci è richiesta la verità, la normalità, l’umiltà.

Altrimenti crollano gli influencers.

Basta fingere e ostentare, basta vetrinizzarsi.

È il momento di veicolare messaggi valoriali.

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