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Come VALORIZZARE la propria STRUTTURA RICETTIVA

Valorizzare una struttura ricettiva è un compito arduo e difficile, ma non per questo impossibile.

Quante volte, durante l’anno, ci ritroviamo a pernottare in un albergo? E in quante occasioni dobbiamo scegliere fra una struttura e l’altra? Mediamente una persona trascorre dalle 2 alle 3 settimane l’anno in un hotel, vivendo un’esperienza che può far sognare, così come far rimpiangere il letto di casa. Oggigiorno, in cui le strutture ricettive rischiano di diventare una seconda scelta – l’esperienza Airbnb ci insegna – è fondamentale saper valorizzare il proprio hotel, con alcuni semplici passi. Andiamo a conoscerli.

Come si può valorizzare il proprio hotel?

  • Parola d’ordine? Pulizia. Che sia una pulizia vera e propria (no polvere e macchie), o percettiva (uso di materiali gradevoli), l’hotel deve trasmettere un senso di pulito. È stato analizzato come la pulizia sia il fattore più influente dopo il costo del soggiorno. Questa è la base per valorizzare il proprio hotel: trasmettere un senso di sporco è il più grande autogoal che si possa fare.
  • Rinnovarsi negli anni. È stato fatto un calcolo: una struttura ricettiva dovrebbe rinnovarsi ogni 7 anni. È questa la vita media di una stanza di un hotel. Il problema non riguarda soltanto l’usura degli spazi e dell’arredamento, ma anche la percezione di cosa sia vecchio e nuovo. Soprattutto per le strutture di classe è fondamentale essere al passo coi tempi, ripensando gli spazi periodicamente. 
  • Essere presente sui social network. Oggigiorno, quando dobbiamo scegliere una struttura ricettiva non solo osserviamo le foto sui siti di prenotazione, ma utilizziamo direttamente i social network. Qui possiamo avere un riscontro fotografico sui servizi offerti e al contempo ricercare le immagini scattate dai clienti: queste ultime sono di per se una forma di pubblicità, positiva o negativa che sia. 
  • Avere una sensibilità “social”. Ritornando al punto precedente, possiamo asserire che i clienti di un hotel scatteranno delle fotografie al suo interno. Si potrebbe sfruttare questa azione in maniera produttiva: creando degli spazi “instagrammabili”, ossia – per farla breve – fotogenici.Servire (nel ristorante) colazioni e piatti che meritano una fotografia. Ricercare i dettagli che faranno impazzire gli amanti dei social. Il risultato sarà una pubblicità che genererà un passaparola. Fondamentale ricondividere i contenuti degli altri utenti sui propri canali social sempre cercando di mantenere un feed attraente.
  • Essere presenti sul web. Non solo con un sito internet, ma anche con un blog. I contenuti generati avranno lo scopo di far entrare potenziali clienti sul sito (content marketing).
  • Avere una mailing list. Scrivere durante l’anno ai propri clienti, aggiornandoli su offerte specifiche o su eventi. Inviando loro gli auguri durante le feste. Condividendo articoli del proprio blog. Un insieme di piccole azioni che potrebbero piacere al cliente.
  • Organizzare degli eventi. Alcuni hotel creano degli eventi in alcune giornate specifiche dell’anno. Per l’occasione creano dei pacchetti speciali, comprensivi di cena, pernottamento e party: magari in una delle sale, magari a bordo piscina.
  • Fare offerte speciali. Durante l’anno scegliere dei periodi (di bassa stagione) in cui ridurre drasticamente il costo di un soggiorno, il tutto con una strategia di revenue management.

Per prendere qualche spunto, guarda il lavoro svolto per The Italian Bear B&B.

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